IL PONTE – periodico del Medio Friuli – febbraio 2018
Bepo”. Così garbato e generoso, così presente a ogni ora, specialmente quella
del mattino presto.
Vederlo in piazza alle 5 spostare i giornali dietro
l’edicola per poi sollevare lo sguardo e salutare con l’immancabile sorriso,
dava sicurezza.
O alle 2, massimo alle 3, vederlo bagnare i fiori davanti al
panificio Sambucco o dare una mano dove era utile al panificio Toso faceva dire
“Viôt ce brâf il Bepo”.
E l’invitare con
amabile determinazione ragazzi ancora in piazza all’alba, esortandoli ad andare
a casa perché era ora di finirla col bere… gli conferiva aria da eroe. Soprattutto quando
al suo invito seguiva un remissivo sì.
Il Bepo era un’autorità non eletta ma riconosciuta e nessuno ha osato mai
replicare alle sue parole.
Ora, Codroipo
è orfana di un uomo generoso che mai ha chiesto o tenuto qualcosa per sé. Ciò
che gli veniva donato lui lo distribuiva. Indimenticabili le sue caramelle, ”Ten
chi, cjape chi” . Magari facendo l’occhiolino e con un sorriso
sornione, estraeva dalla tasca cioccolatini, penne, caramelle. E, dal cestino
della sua immancabile bici nera, giornali, krapfen, panini.
Dormire per lui era tempo sprecato. Chiedere
una ricompensa un delitto. Ha vissuto a Pozzo per molti anni. Poi si era trasferito a Codroipo, in Via Manzoni.
E’
mancato la mattina del suo 83simo compleanno, il 28 novembre scorso. Da sei mesi stava in RSA dove continuava a
distribuire i suoi doni. C’era chi glieli
portava e chi li riceveva, in un cerchio di generosità senza sosta.
Conservo
gelosamente le sue ultime caramelle verdi alla menta. La malattia non gli aveva tolto il
sorriso. Due giorni prima del suo ultimo
viaggio mi aveva cantato “Marina e 24mila baci”.
Il Bepo per qualcuno è un
rimorso per non essere andato a fargli visita.
Per altri è l’uomo appassionato
delle sue montagne dove aveva svolto la professione di sergente maggiore dell’esercito.
Per altri ancora è persona da rimpiangere e
ricordare con gratitudine ed emozione. Per tutti, un uomo da ringraziare per la
lezione di vita generosa e gentile al servizio gratuito di chiunque avesse incontrato.
in un libro speciale
libro per bambini ha aiutato altri bambini con 4.455 euro. E non è finita. Perché
la generosa gara che ha originato sta continuando e si sta allargando a macchia
d’olio oltre i confini provinciali e sta stuzzicando la fantasia di molti nel
dar vita a eventi e iniziative benefiche.
Sempre con “Il volo perfetto di Massimo
il folletto” come mediatore benefico.
Prima di dirlo è meglio raccontarne la storia.
un auditorium stracolmo. Per ricordare Massimo, il folletto di cinque anni che
nel maggio scorso è volato in cielo. Grazie alle donazioni al libro a lui
dedicato sono stati devoluti 1.905 euro all’Ass. A.L.P.I. per i bambini con problemi di respiro della
pediatria di Udine. Ma, la sera del 14
dicembre, è volato in cielo papà Massimiliano Tiburzio di Rivolto, lasciando
soli mamma Mery e i due figlioletti di 11 e 7 anni. Immediata la gara di
solidarietà per loro, di affetto e di aiuto concreto. Così, il libro è stato ristampato ed è diventato
veicolo di una incredibile corsa in aiuto della famiglia Tiburzio. Stavolta
senza spese di stampa, coperte da uno sponsor, ha permesso di devolverle 2.550 euro in quindici giorni. 500 sono le copie del libro messe a
disposizione dagli autori per un
miracolo friulano, cui si è abbinata Treviso, per dare uno spicchio di tranquillità a mamma Mery e ai suoi bambini.
che ringrazia pubblicamente tutti coloro che sono vicini a lei e ai suoi
bambini. “ Già dalla serata di danza in nostro favore io, papà Max e i nostri
bambini ci siamo accorti di NON ESSERE SOLI. Ora siamo testimoni del grande
amore che c’è in un tempo in cui si crede ci sia solo egoismo. Non è vero. La
vicinanza e l’amore che in tantissimi ci dimostrate sono un grandissimo aiuto e
ci infonde coraggio per andare avanti. Sono anche esempio positivo per i miei bambini e per la
sorellina di Massimo che possono crescere in un mondo che ha e dà tanto amore.
A volte aspetta solo l’occasione giusta per dimostrarlo. Il giorno del funerale
ho ricevuto tanti abbracci che ho cercato di ricambiare e mi hanno dato una
forza che non pensavo di avere. Invece di essere svuotata mi sono riempita di
affetto. Ringraziamo tutti, dal profondo del cuore”.
“Il volo perfetto di Massimo il folletto” sta anche qui. Nell’ unione di due famiglie segnate
dallo stesso dolore, di tante comunità
che si danno la mano, di tanti cuori all’unisono che creano un cerchio di
bene. Un messaggio di speranza che ci
viene dato in dono da un bimbo di cinque anni e da un papà di quarantacinque
che camminano insieme sulle strade del cielo. Entrambi si chiamano Massimo. Qualcuno li
chiama Max. Uno è folletto, l’altro ha
aperto una scuola di fabbro per tutti i folletti che si divertono a battere il
ferro. Facendoci l’occhiolino da lassù.
Piave – Libreria “Trovatempo” in via Circonvallazione Sud – Abaco Viaggi, in
Piazza Garibaldi – Supermercato Super1One in Viale Duodo.
A Camino al Tagliamento: Az. Agricola FERRIN a Bugnins, località Maione
La
pregevole occasione culturale, presentata da Enzo Santese, è stata promossa da Piero De Martin, noto
Maestro orafo, insieme al comune di Codroipo, alle Associazioni e agli Imprenditori,
con l’obiettivo di ristrutturare la “VITTORIA ALATA”, statua situata
sopra il monumento di via 4 Novembre e caduta il 10 agosto 2017, a causa della
tromba d’aria.
Musica, Poesia e Teatro hanno dato voce e note alla serata. In apertura, le voci miste del Coro “Le
colone” di Castions di Strada, diretto dal M° Giuseppe Tirelli, hanno
interpretato con maestria brani di De Andrè, come l’Ave Maria, il Cantico dei drogati e Spiritual.
il quintetto musicale “Black Madrack” con Romano Bernardi alla voce,
ha fatto fare un tuffo negli anni 60 con “Give me some loving” e
altri brani storici, le mie poesie e quelle di Enzo Santese, la Soul Orchestra,
di diverse formazioni culturali pop jazz blues
con brani di Frank Sinatra, Billy
Joel, Procol Harum, interpretati da mani
e voci che non temono l’anagrafe, performances teatrali “Sfumature di donna in
blues”con Bettina Carniato e
Barbara Errico e The Short Sleepers e Serenella Pegoraro, voce
del coro FVG di Udine.
e nel gran finale “Fortuna” con strepitoso assolo alla batteria di
Ivano Castellani. Le autorità presenti, Tiziana Cividini, Fabiola Frizza, il
Sindaco di Bertiolo, Eleonora Viscardis, il
vice presidente del Consiglio regionale Paride Carnelutti hanno reso il
meritato plauso a Piero De Martin,
ideatore dello spettacolo, sottolineando l’importanza dell’Arte al servizio
dell’Arte per i valori come quelli rappresentati dalla Vittoria Alata, opera di
Ettore Gilberti,
della Vittoria come donna vestita all’antica, dominava, fino al 10 agosto
scorso, il portico monumentale a tempietto di Via 4 novembre, che costituisce
l’ingresso principale all’edificio in stile palladiano.
RIVIGNANO-TEOR (Ud)
UN’ORCHESTRA DI CUORI ALL’UNISONO PER MASSIMO IL
FOLLETTO
incorniciare, sotto ogni profilo.
libro “Il volo perfetto di Massimo il Folletto” .
Lis Fameis della scuola dell’Infanzia di Teor all’Istituto Comprensivo, al
comune, al Rugby di Codroipo e nazionale a tante singole persone, tutto è stato
ideato e realizzato per continuare ad
amare il piccolo Massimo.
dove, sotto forma di magia, recitazione, coro giovanile, spettacolo di
percussioni giocose e tanti ospiti, tra cui Luca Morisi, campione nazionale
rugby, è stato dato spazio alla diffusa e generosa collaborazione.
frizzanti i ragazzi “Senior” di Teatrando, Corso di teatro della scuola di
Musica di Codroipo, con la regia di Monica Aguzzi e la musica di Jeremi
Serravalle, che hanno interpretato il libro con rara raffinatezza.
giovanile parrocchiale di Rivignano diretto da Serena Dall’O’, Mago Lenard di
Codroipo, Stefano Andreutti percussionista di Fagagna, ragazzi di Animasogni di
Rivignano.
a papà Ermes la maglia della nazionale firmata da tutti i giocatori e il dottor
Mario Canciani, primario della clinica pediatrica pneumologica d Udine.
del libro è stato devoluto all’Associazione A.L.P.I. per i bambini con problemi
di respiro con 1.905 euro, al netto
delle spese di stampa.
folletto”, spiegato dagli stessi autori
e dalla maestra Annetta Bertolini della scuola Infanzia di Teor, è
andato a ruba.
Lorenzo” di Rivignano
ha esultato ascoltando le voci del Coro “San Lorenzo” diretto dal M°
Serena Dall’O’ e della Banda dello Stella, diretta dal M° Flavio Sgubin.
natalizia più autentica.
dei grandi autori della musica e sinfonie classiche.
trentina di elementi, con “E’ nato il salvatore” dalla spiccata armonia della tradizione
musicale tedesca e tre brani tratti
dalla vasta produzione dell’illustre compaesano, mons. Albino Perosa.
con “Jesu bleibet meine freude” , corale di Bach, una delle più famose melodie
sacre, proseguendo con “Happy
Christmas”, nota canzone scritta da John Lennon e Yoko Ono nel 1971, come brano
di protesta contro la guerra in Vietnam per la loro campagna per la pace,
“Adeste fideles”, uno dei canti più famosi in latino, “Sinfonia classica” e “The first Noel”, uno dei più conosciuti
canti natalizi inglesi fin dal 1500, amplificata
dalla voce possente e appassionata di don Paolo Brida.
note e conosciute canzoni natalizie, tradotta in 140 lingue, “Astro del ciel”, con la voce di don
Paolo Brida, accompagnato dalla banda e
dal coro.
Principato di ARIIS
– Scoppiato “l’incendio” sul fiume Stella
rinnova le sue tradizioni epifaniche ma ad Ariis di Rivignano, il 5 gennaio
2018, alle ore 19.30, il tempo si è fermato al fatidico 1511: l’incendio sul
fiume Stella.

si collega alla guerra civile passata alla storia con il nome di “Crudel zoiba grassa“ che si rivelò sanguinosa e che si estese presto a
tutto il Friuli. Legato alla Zoiba Grassa è l’origine friulana di Romeo e
Giulietta, due giovani, Lucina e Luigi, appartenenti alle famiglie rivali dei Savorgnan, il cui castello
è ad Ariis, e dei Da Porto.
A rendere la tradizione ancor più significativa ha contribuito la musica
eseguita dalla Banda Primavera di Rivignano, i canoisti con le torce sul fiume,
il falò epifanico con tanto di befana da bruciare e l’idea del fuoco anche in
Villa Savorgnan Otellio, resa con effetti speciali. Sorprendenti anche i fuochi
pirotecnici e le coreografie sull’acqua curate dalla Pro Loco Cuore dello
Stella.
mancate pinza e vin brulé per tutti.
atmosfera premiata da una gran folla di spettatori, giunti da ogni dove. Le
previsioni? “Fouc a soreli jevât, cjape il bo’ e va al mercjât”
“Fuoco a sole nascente, prendi il bue e vai al mercato”.
auspicio. Speriamo sia veritiero.
Carla
Ben fatto…brava